PROGETTO VITA
L’arresto cardiaco è un’emergenza sanitaria di primaria importanza. Può colpire chiunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, spesso senza segnali premonitori. In Italia si verificano circa 70.000 arresti cardiaci ogni anno, pari a uno ogni 8 minuti. Circa il 70% degli eventi si verifica al domicilio o in contesti extraospedalieri, spesso in presenza di testimoni. Nonostante ciò, il tasso di sopravvivenza resta ancora drammaticamente basso: meno del 5-10% dei pazienti sopravvive fino alla dimissione ospedaliera.
Quando si verifica un arresto cardiaco, la differenza tra la vita e la morte dipende quasi sempre da ciò che accade nei primi minuti. Ogni minuto di ritardo nella defibrillazione riduce significativamente le probabilità di sopravvivenza, mentre un intervento tempestivo da parte di cittadini preparati può consentire di raggiungere percentuali di sopravvivenza superiori al 50-70%.
Per questo motivo la diffusione dei defibrillatori automatici esterni (DAE), associata alla formazione della popolazione e alla creazione di reti organizzate di risposta all’emergenza, rappresenta una delle più importanti sfide di sanità pubblica.
L’esperienza maturata negli ultimi venticinque anni da progetti di defibrillazione precoce ha dimostrato che la sopravvivenza all’arresto cardiaco può aumentare in modo straordinario quando una comunità viene resa parte attiva della catena della sopravvivenza.
La vera sfida non consiste soltanto nell’installare più defibrillatori, ma nel creare una rete di persone motivate e preparate ad intervenire. Nessuno dovrebbe perdere la vita per la mancanza di un defibrillatore nelle vicinanze o per l’assenza di qualcuno che sappia cosa fare nei primi minuti di un arresto cardiaco.
Per questo HCF Fondazione ANMCO per il Tuo cuore ETS, insieme all’Associazione Progetto vita, ai Cardiologi ANMCO e con il supporto del Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso il protocollo nazionale dedicato alla diffusione delle competenze salvavita nelle scuole promuove la costruzione di comunità cardioprotette, fondate su cinque pilastri fondamentali:
- la scuola, attraverso il Progetto Vita Ragazzi;
- i cittadini e le famiglie;
- lo sport;
- le forze dell’ordine e i first responders;
- i luoghi di lavoro, le aziende e le comunità locali cardioprotette.
Solo attraverso il coinvolgimento di tutti questi attori è possibile costruire una vera cultura della sopravvivenza da arresto cardiaco e ridurre il tempo che intercorre tra l’arresto cardiaco e la prima defibrillazione.
L’obiettivo principale è quello di sviluppare una cultura diffusa della rianimazione cardiopolmonare e dell’utilizzo del DAE, partendo dalle scuole e coinvolgendo progressivamente l’intera comunità.
Passare dalla sola formazione alla vera InFormazione diffusa capace di raggiungere tutti.
Particolare attenzione sarà dedicata al “Progetto Vita Ragazzi”, che prevede il coinvolgimento attivo di studenti (peer-to-peer education) e insegnanti in un percorso educativo innovativo e sostenibile. Gli insegnanti e gli studenti non saranno semplici destinatari della formazione, ma protagonisti attivi e diffusori delle competenze salvavita all’interno delle loro famiglie e della società.
Verrà svolta una formazione teorica all’interno delle scuole superiori, rivolta a studenti ed insegnanti, affiancata da esercitazioni pratiche all’utilizzo del DAE. L’obiettivo è rendere progressivamente autonomi insegnanti a svolgere attività didattica in aula e gli studenti capaci di essere moltiplicatori di conoscenza creando un modello sostenibile e replicabile.
Ogni ragazzo formato rappresenta un potenziale primo soccorritore e un ambasciatore della cultura della prevenzione e della solidarietà. Formare uno studente significa infatti raggiungere una famiglia e contribuire alla crescita di una comunità più sicura e responsabile.
Per il Tuo cuore 




